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di Andrea Pallaoro

Hannah

Fuori dagli sche®mi. L'immagine di sé e degli altri nel cinema

Hannah

Hannah aveva un marito, un figlio, un nipotino. Aveva un cane, un abbonamento in piscina, un lavoretto da governante. A un certo punto, tuttavia, nella sua vita è accaduto qualcosa. E quella quotidianità rassicurante fatta di piccole azioni (lavare il cane, comprare i fiori, stendere il bucato)- ha perso improvvisamente di senso. Suo marito è finito in carcere, lasciandola da sola, e suo figlio non vuole parlarle. L’ombra del sospetto, un sospetto annichilente e impronunciabile, si allunga sulla sua stessa vita: chi è davvero suo marito? perché lei è l’unica che sembra credere alla sua innocenza?

  • MARTEDI' 24 APRILE - 17.30 - 21.15

  • 5,00
    € 3,50 per i soci
  • RASSEGNA
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Pochi dialoghi, tanti silenzi, uno spaesamento interiore che si fa palpabile fragilità umana. Al suo secondo lungometraggio, Andrea Pallaoro con Hannah lavora di sottrazione continua, innanzitutto narrativa. Tocca allo spettatore, infatti, ricomporre gli scarni elementi forniti a cascata dalla storia, che vede un anziano entrare in carcere, in una cittadina belga, accompagnato dalla moglie, per scontare una detenzione dovuta ad un reato mai esplicitato ma causa del discredito sociale che investe la donna, osservata dalla macchina da presa nella sua quotidianità ferita. Nei panni della protagonista, spesso sola in scena, Charlotte Rampling regala un’altra memorabile interpretazione, ricompensata da una meritata Coppa Volpi all’ultima Mostra di Venezia, lo scorso settembre, trattenendo fiato e parole, cercando di riempire il vuoto esistenziale con una gestualità meccanica, lasciando trapelare sul suo volto un’intera gamma di emozioni: la rabbia strozzata in gola per la carcerazione del marito, lo sgretolamento identitario tamponato a fatica da un corso di recitazione, l’isolamento famigliare aggravato dal cedimento alle lacrime in un momento di sconforto. Pallaoro accompagna la Rampling con scelte di regia mature e rigorose, con il ricorso costante ad eloquenti inquadrature fisse e con un’attenzione ai dettagli domestici capace di evocare un passato coniugale ormai svanito e di configurare un futuro solitario intriso di sofferenza. Scarnificato, aspro, doloroso, Hannah resta forse persin troppo in sospensione, ma concede allo spettatore le pause necessarie a far scivolare nella propria intimità il dramma di una donna rimasta sola con se stessa.

Info
Regista:

Andrea Pallaoro

Attori:

Charlotte Rampling, André Wilms

Genere:

Drammatico

Durata:

95 min.

Biglietto:

ingresso € 5,00 (€ 3,50 per i soci Vertigo)

Category:

Sala Pastrone